Ponticelli

Centro Storico

Il centro storico di ponticelli è collocato fra 3 elementi architettonici: La basilica – Santuario, la chiesa di San Rocco e la chiesa di Santa Croce, la prima chiesa di Ponticelli.

Tuttavia non è fatto solo da chiese , ma anche da piazze e ‘stradicciole’ importanti come piazza MUNICIPIO, piazza vincenzo aprea dov’è situata la basilica ,corso ferrovia dove rinveniamo le vestigia dei vecchi casali, via napoli, via san rocco , viale margherita ,corso ponticelli, la scuola elementare Toti

La  Basilica Santuario di Maria SS delle Nevi

La Basilica – Santuario, dedicata a Maria SS. della Neve, si erge in piazza Vincenzo Aprea ed è la più antica parrocchia della zona vesuviana.

La sua origine risale al XIII secolo, quando era poco più di una cappella rurale, mentre il primo registro dei battesimi risale al 1565.

La Basilica, nella quale si apprezzano numerosi rifacimenti risalenti ad epoche diverse, sono conservate numerose opere d’arte, come ad esempio l’altare maggiore e la balaustra (costruite nel 1733),  le tavole cinquecentesche raffiguranti i Santi Pietro e Paolo,  il Messale ottocentesco rivestito completamente in argento, la statua lignea della Madonna della Neve eseguita (nel XVI secolo) da Giovanni Merliani da Nola.

La chiesa di San Rocco

La chiesa di San Rocco è una delle chiese monumentali di Napoli ed è locata in Via Luigi Crisconio (ex Via San Rocco) .

La chiesa è costruita sulla cappella edificata nel 1528 in onore di San Rocco da Montpellier protettore degli appestati.

Il 1528 fu infatti un anno doloroso per Napoli a causa della presenza di truppe francesi in lotta con gli spagnoli e per la pestilenza che gli stessi francesi vi portarono. S. Rocco, nato a Montpellier, si distinse per l’assistenza agli ammalati, tanto che lui stesso contrasse la malattia , che lo portò alla morte.

La cappella dedicatagli dai Ponticellesi nel corso dei secoli si è trasformata in chiesa e nel 1943 è diventata Parrocchia.

Sulla facciata della chiesa vi è collocato un bel pannello maiolicato che rappresenta il Santo con il cagnolino simbolo della fedeltà e del pellegrinaggio del Santo.

Gli interni della chiesa illustrano scene di vita del Santo. Tra i tesori testimonianza della storia della cappella, vi era un calice d’argento con una incisione riportante i ringraziamenti di un fedele per averlo salvato dalla peste. Il calice è stato rubato nel dicembre del 1995.

Il corso ferrovia

Il Corso Ferrovia è la centrale via di collegamento tra via Alveo( attuale Viale Margherita) ed il c.so Ponticelli. Rettilinea e larga pochi metri, nel dialetto napoletano è indicata come“ o strett” . Lungo i margine si innalzano antichi edifici al cui interno ci sono ampi cortili detti “e Curtine”.

Le cortine nascono come spazio abitativo e come deposito dei propri attrezzi da lavori e di animali, testimonianza del poassato agricolo del quartiere.  All’origine essa era abitata da componenti di una stessa famiglia o da estranei affini o ancora da chi svolgeva particolari attività lavorative. La vita della cortina favoriva l’aggregazione tra persone aperte, disponibili all’aiuto ed alla solidarietà verso i bisognosi

L’acceso ad una “curtina” avviene attraverso un grande portone d’ingresso caratterizzato quasi sempre dalla presenza di un’edicola votiva con immagini sacre di santi protettori o scene del Vangelo che lasciavano cogliere un profondo messaggio di fede. Esempi di cortina sono le “ Case Maglione” ed il “Cortile Caracciolo”.

Scuola elementare E. Toti

Sulla Piazza Aprea si affaccia la scuola elementare Toti, aperta dal sindaco Vincenzo Aprea nel 1914. Di fatto già nel 1873 Ponticelli aveva la sua scuola elementare, e si trattava di una scuola serale frequentata da studenti lavoratori, iniziativa voluta dall’amministrazione per combattere il grave problema dell’analfabetismo. Tuttavia si trattava locali umidi, bui ed aperti sulla pubblica strada di qui l’esigenza di un edificio più salubre, come la nuova scuola, costruita di fronte alla basilica santuario.

Edicole votive

Nel centro storico di Ponticelli non si può non dare posto di preminenza alle edicole votive. Si tratta prevalentemente pannelli maiolicati raffiguranti soggetti sacri che trovano posto in quasi tutti i cortili e la cui datazione va ascritta a tutto l’arco del XVIII secolo

Frequente è la rappresentazione della Madonna della neve, da molti secoli di fatto patrona del casale, anche se ufficialmente lo diventa solo nel 1788 Seguono S. Antonio Abate, patrono degli animali domestici , S. Gennaro, protettore della città di Napoli e in fine S. Rocco, che proteggeva dalle epidemie.

L’edicola che riveste un interesse culturale è senza dubbio quella sita in Vico Casa Maglione. Lo schema compositivo è quello classico: la Madonna al centro con ai lati due santi S. Giovanni Battista e S. Giovanni Abate.

Altre due edicole che ricoprono uguale importanza sono: la Madonna della Libera in Vico Casa Riccardi, l’altra molto piccola sulle porte d’ingresso del cortile n.80 di via Santa Croce. L’edicola più interessante è sita nell’androne del cortile di Gaudino in via S. Rocco n.91. L’edicola è interessante per la particolare iconografia. La Madonna è rappresentata su una nube in atto di accogliere la supplica che S. Gennaro le rivolge. Interessante è il casale  raffigurato alle pendici del vulcano.

Per completare la ricognizione sugli “arredi urbani” del centro storico non si possono tacere le opere in ferro battuto, testimonianza di un artigianato che ha lasciato nelle ringhiere, nei cancelli e nelle grate. segno di una notevole perizia tecnica e di una spiccata  creatività.

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